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Dopo le elezioni Europee il mondo del gioco guarda al Piemonte

Redazione Pubblicato il

Dopo le elezioni Europee il mondo del gioco guarda al Piemonte
Immagine di repertorio. Foto: Images_of_Money / Poker hand and Chips · CC BY 2.0

Si può dire che il popolo italiano si aspettava questo risultato. Tanto è stato scritto su queste elezioni europee e di cosa avrebbero cambiato anche in relazione alla “gestione” dei singoli Stati: come tanto si è parlato del “ventilato successo di Matteo Salvini” che ha ottenuto lo scopo di rafforzare la “sua Lega” in modo veramente eclatante, portandola a raddoppiare, quasi, il consenso delle scorse politiche nelle quali era stata raggiunta la percentuale del 17%. Oggi, la Lega ha raggiunto “abbondantemente” il 30%, mentre il M5S, contrario da sempre a tutti i casino online, esce “abbondantemente sconfitto” da questa tornata elettorale. Se nelle scorse politiche il risultato della Lega aveva dell’incredibile, il risultato odierno rispecchia le attese al punto che ogni decisione ed ogni riforma del Paese era stata “rimandata” in attesa dell’esito delle europee. Non perché il verdetto comunitario possa incidere fortemente sulle sorti di ogni singolo Stato membro, considerando anche che il nuovo Parlamento europeo sarà formalmente costituito nel prossimo autunno, ma sembrava indispensabile conoscere il parere del popolo italiano rispetto all’attuale maggioranza di Governo in vista di un possibile ribaltamento degli equilibri.

L’altra novità uscita dalle elezioni comunitarie è il riappropriarsi del Partito Democratico di una parte del Paese ed il suo superamento del M5S. PD tornato a crescere dopo il traumatico risultato delle scorse politiche che mostrava una “misera percentuale di poco più del 18%”: oggi, ha raggiunto un inaspettato 22%, riproponendosi così al secondo posto del podio e sopravanzando il M5S che esce da queste elezioni veramente “con le ossa rotte”. Percentuali che costringeranno il vice premier penta-stellato a “leccarsi le ferite” e ritornare, forse, sui suoi passi in merito ad alcune decisioni impopolari intraprese: il mondo del gioco d’azzardo pubblico, infatti, è stato veramente bistrattato da questo Esecutivo Giallo-Verde e dall’insieme dei contenuti del Decreto Dignità, particolarmente il totale divieto della pubblicità ai giochi ed alle scommesse. Il nostro Governo, comunque, esce intatto da questo voto europeo poiché gli italiani, globalmente, continuano a dargli fiducia, ma per la prima volta nella storia della Repubblica i due partiti alla guida del Paese invertono totalmente il loro peso elettorale e questa inversione provocherà qualche screzio ulteriore e qualche “disappunto”.

Oltre all’inversione del “gradimento popolare”, 10 punti di distacco tra Lega ed il M5S sono veramente tanti per non avere conseguenze sulla tenuta dell’Esecutivo del Premier Giuseppe Conte: certamente, la Lega farà valere questa “superiorità elettorale” e non vi è dubbio che Matteo Salvini, oggi, sarà in grado di “dettare l’agenda” seppur lo stesso continui a sottolineare di non puntare alla premiership, ma vuole continuare a lavorare “per l’Italia e per gli italiani” soltanto con un poco più di tranquillità. Sarà altrettanto ovvio che il “capitano della nave Italia” si imporrà sulle sue proposte e sui dossier che sino ad oggi sono stati bloccati dalle note divergenze con l’ alleato Cinque Stelle: “basta con i no”, che sembrava un mantra in campagna elettorale, continuerà ad echeggiare nei discorsi della Lega di fronte ai programmi di Governo. Oltretutto, oltre alla Tav, all’autonomia delle Regioni del Nord, alla flat tax, al decreto sicurezza, al decreto crescita ed a quello sblocca cantieri, tra i punti in sospeso, e molto probabilmente bloccato dai 5S, ci si troverà a confrontarsi con la riforma del gioco e da quell’atteso riordino del settore ludico annunciato da quasi un anno e mai attuato, né discusso.

Anche se si deve ricordare che per i giochi è stata da poco affidata la delega ad un sottosegretario penta-stellato, ma con l’esito elettorale la Lega potrebbe dire la sua, od almeno si riterrà autorizzata a spronare l’Esecutivo ad arrivare ad una vera soluzione. E ciò anche se fino ad oggi la parte “verde” dell’attuale Esecutivo non ha mai espresso giudizi rispetto al gioco pubblico, delegando questa problematica all’alleato di Governo. Quello che è certo è che se in vista della prossima finanziaria “necessitano quattrini” e si vuole ricorrere tanto per cambiare al gioco pubblico, prima di fare altre richieste, e quindi pensare ulteriori tassazioni all’industria del gioco, bisognerà innanzitutto risolvere i guai causati dalle precedenti Legislature e dalla latitanza di quella attuale negli “ultimi lunghissimi mesi” che hanno messo a dura prova tutte le imprese di gioco. Risolvere l’antica “Questione Territoriale” sbloccherebbe un intero comparto, ma anche le gare pubbliche per il rinnovo delle concessioni che lo stesso Stato non potrebbe portare a termine per la carenza di “spazio sul territorio” che è troppo “vessato da distanziometri” di vario genere e misura.

Ma parlando di elezioni comunitarie non si può evitare di guardare alla situazione del Piemonte: a trionfare è il “forzista” Alberto Cirio contro lo storico governatore del Pd, Sergio Chiamparino. Una vittoria schiacciante, forse discendente anche dall’attuazione di Leggi Regionali sul Gioco che hanno compromesso non solo gli addetti ai lavori, ma anche il relativo indotto, rappresentato dai tantissimi esercenti e commercianti che si sono visti distruggere le proprie aziende dalle decisioni politiche della vecchia guardia del Partito Democratico. Quest’ultimo non ha avuto la forza di fare marcia indietro pur rendendosi conto di avere sbagliato con restrizioni assolutamente dissennate, sterili ed anacronistiche. Tale atteggiamento negativo nei confronti del gioco è proseguito nel tempo forse perché quella politica si è troppo preoccupata del giudizio delle opposizioni in caso di eventuali “passi indietro”.

Però, che tristezza tutto questo! Purtroppo, si stanno scrivendo “fiumi di inchiostro” sulla questione del gioco d’azzardo in Piemonte, sulla perdita dei posti di lavoro, sulla chiusura di aziende piccole e grandi e sulla difficoltà degli stessi giocatori di “trovare sul territorio piemontese” una possibilità di gioco legale che non si riesce più a trovare! Con questo penalizzando la legalità ed aprendo “portoni” al gioco illecito! Ma oggi esiste la possibilità per il Piemonte di riscrivere la storia del gioco pubblico ed è quello che si attende la sua stessa filiera: d’altra parte la “nuova gestione politica piemontese” aveva già da tempo denunciato il fatto che le Leggi sul Gioco vigenti stavano creando danni ingiustificati alle imprese, senza portare alcun beneficio alla comunità e neppure alla sua salute.

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