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Il gioco d’azzardo ha veramente tanti estimatori

Redazione Pubblicato il

Il gioco d’azzardo ha veramente tanti estimatori
Immagine di repertorio. Foto: Images_of_Money / Poker hand and Chips · CC BY 2.0

Nonostante il mondo del gioco, siti migliori di casino italiani legali compresi, sia “circondato” da tanti falsi moralisti o perbenisti che vorrebbero la sua fine, prima tra tutti lo schieramento del Movimento Cinque Stelle che non ha mai nascosto la sua avversione “anche smodata ed a volte ipocrita” dell’industria del gioco, deve avere anche coscienza, sopratutto in questa emergenza che sta provocando parecchie riflessioni sia personali, ma anche a livello aziendale, che esistono anche tanti estimatori del settore ludico: coloro che hanno un rapporto sano, consapevole e responsabile con il gioco d’azzardo e che riescono a divertirsi con leggerezza senza esserne coinvolti in modo problematico. Questa è una “robusta base” dalla quale oggi il gioco può ripartire per mettere in atto possibili cambiamenti della sua offerta, partendo da quelle che saranno le esigenze future dei suoi estimatori e della clientela fissa che frequenta il gioco come intrattenimento. Si dovranno, ovviamente, valutare tante nuove cose del proprio “pubblico giocante”: ma quali saranno tali disponibilità alla riapertura delle attività di gioco oggi non è dato di sapere.

Bisognerà vedere come si svilupperanno le varie fasi di ripartenza, se non vi saranno altri blocchi da affrontare, come tutto si svilupperà nella “nuova vita”, seppur con tutte le precauzioni sanitarie che vengono imposte, e che sarà essenziale mettere in pratica se si vuole “il bene e la salute di tutti”. Senza dubbio, le incognite che inevitabilmente il gioco d’azzardo dovrà affrontare saranno diverse, ma non toccheranno solo il gioco, ma anche altri settori che avranno le stesse problematiche di valutazione: è evidente che la sostenibilità economica avrà necessità di uno sguardo “prioritario”, ma sarà il momento esatto di guardare con attenzione anche alla sostenibilità sociale, non solo nell’ottica di prevenzione al contrasto del gioco problematico, ma anche di sicurezza sanitaria. La sanità sarà un argomento difficile da affrontare ed organizzare nella futuribile riapertura, perché i punti di gioco avranno un cambiamento quasi radicale e quello che prima era socializzazione, per il momento, dovrà essere messo da parte.

La gioia incontenibile di una vincita, in qualunque segmento dei giochi si ottenga, non potrà più avere l’effetto immediato dell’abbraccio, della gioia condivisa, della felicità che si comunica con un bacio. Per il momento, tutto ciò dovrà essere “sospeso” in virtù della salvaguardia della salute, poiché il riacutizzarsi del contagio sarebbe insostenibile per la nostra sanità che è riuscita a tenere botta sino ad ora, ma che è stata veramente messa a dura prova. Nel nuovo comportamento dei giocatori, che non sarà facile da acquisire, ma che dovrà essere super-visionato dal personale che gestisce i punti di gioco, si dovranno garantire diverse situazioni. Un equilibrio giusto tra la permanenza del giocatore nel punto vendita, una certa socialità che non può mancare, perché senz’altro se ne sente la necessità, ma che deve essere ben organizzata ma “anche tenuta a distanza”, il divertimento ed anche l’innovazione tecnologica. Innovazione che oggi come non mai potrebbe essere veramente un alleato più che valido sul quale puntare tutte le residue forze economiche.

Sempre sperando che la riapertura del settore ludico si possa realizzare davvero all’inizio del mese di giugno, se non intervengono ancora variazioni, e non diventi effettiva la data di settembre che si è sentita circolare e della quale tutti hanno terrore. Dopo questa emergenza ed anche se in questo particolare momento le aziende (in tutti i settori) hanno paura, è proprio il momento giusto per investire anche se farlo andrà ad aggravare la situazione economica delle imprese che investono su una nuova idea, un nuovo futuro, una nuova vita: e per fare questo ci vuole coraggio, cosa che al gioco sicuramente non manca considerate le lunghissime battaglie che gli sono state imposte dalle Regioni, dagli Enti Locali ed anche dallo Stato che lo ha messo a volte in condizioni terribili per difendere la legalità che lo stesso gioco rappresenta sul territorio nazionale. Quando c’è da lottare il gioco pubblico risponde senza dubbio “presente” e sempre continuerà per la sua strada cercando, quindi, di investire nella tecnologia.

Novità tecnologiche che possono presentare, ovviamente, nuovi prodotti incentivando così la curiosità da parte dei giocatori sperando di arrivare all’obbiettivo e che ciò serva per movimentare un “mercato che attualmente è morto completamente” vista la chiusura totale delle attività di gioco. Tutte le imprese ludiche dovranno far conoscere ai propri estimatori, naturalmente Decreto Dignità permettendo e rispettando i vari crismi che lo stesso racchiude, la capacità di questo settore di rispondere ai nuovi scenari che la società attuale gli metterà di fronte ed anche alle mutate esigenze sociali. Novità e programmi che potrebbero rappresentare una nuova occasione per aprire un confronto realmente costruttivo con le istituzioni per tutelare il mondo dei giochi e delle scommesse, le sue imprese e tutti i suoi protagonisti. Chissà se a questo punto, l’Esecutivo finalmente si ricorderà o si accorgerà di avere una “Riserva di Stato” tutta sua, che con la nuova evoluzione potrebbe portare nuovi introiti, magari anche importanti, nelle casse dell’Erario.

Cosa che dopo l’emergenza sanitaria, e con la situazione attuale dell’economia del nostro Paese, potrebbe essere anche un passaggio utile da valutare. D’altra parte, il gioco pubblico sa quanto può essere “sensibile” l’attuale Esecutivo quando si parla di introiti cospicui da “ingurgitare”… senza poi tanta fatica. Al momento, infatti, aiuti istituzionali seppur inseriti nei vari decreti, e nonostante le migliaia di promesse del Premier Conte, non se ne sono visti: e questa è la parte peggiore di questa emergenza poiché sta lasciando da sola tutta l’industria del nostro Paese che non riesce così a fronteggiare “in solitaria” una simile terribile situazione economica. Sembra di essere veramente nel dopo-guerra, peccato che allora, con le dovute proporzioni, qualcosa era stato fatto. In ogni caso, il gioco pubblico oggi si dimostra pronto a stendere ancora una volta la mano alle istituzioni, ammesso che le voglia accettare. Basterà stare alla finestra per vedere se questa ulteriore nuova “argomentazione economica” che il gioco può sottoporre allo Stato centrale sarà di interesse oppure no.

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