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Il gioco d’azzardo unito è sceso in piazza per manifestare

Redazione Pubblicato il

Il gioco d’azzardo unito è sceso in piazza per manifestare
Immagine di repertorio. Foto: Skitter Photo / Dice Game · CC0 1.0

Sembra che soltanto manifestando in piazza oggi si possa raggiungere il cuore dell’opinione pubblica e le istituzioni: e forse proprio per questo Roma e Milano sono state teatro di una doppia manifestazione da parte degli operatori ed addetti al gioco pubblico con l’intento di sensibilizzare la cittadinanza sulla pericolosa situazione del settore ludico a seguito della chiusura delle sue attività su tutto l’italico territorio. Ovviamente, dispiace che questo sia diventato per tanti settori l’unico mezzo per far sentire la propria voce mentre per il gioco ed i migliori casino è stata l’occasione di farsi vedere unito nelle varie associazioni che si sono mosse compatte “come un sol uomo” per trasmettere al nuovo Governo le proprie criticità che non sono state mai ben ascoltate dal “vecchio Esecutivo”. Infatti, quest’ultimo ha provveduto in minima parte ai ristori al comparto, così come alla cassa integrazione, entrambi cose che stanno portando il mondo dei giochi al disastro totale senza tenere presente che il gioco pubblico rappresenta la legalità sul territorio.

E proprio in assenza del del gioco pubblico per tanti mesi si è aperto uno scenario pericoloso nel quale è diventato purtroppo protagonista il gioco illegale che sta facendo “affari d’oro” in barba di normative e di leggi che non vengono naturalmente rispettate. Le Associazioni di categorie si sono finalmente unite per richiedere prima di tutto una riapertura immediata di tutte le attività di gioco d’azzardo e di conoscere almeno una figura di confronto con la quale aprire un dialogo con urgenza: questo per mettere un po’ di sicurezza alle imprese che si sentono discriminate poiché sono state attivate imprese “non essenziali” forse più a rischio dello stesso gioco che tra l’altro, aveva conformato i suoi punti con i protocolli richiesti aggiungendone addirittura uno suppletivo ancor più restrittivo di quello predisposto dal vecchio Esecutivo per la tutela della saluta. Ma evidentemente non è bastato: le attività di gioco sono sempre state considerate di rischio medio/alto ed a loro imposta la chiusura che ancora perdura, cosa che non si può sicuramente evitare di sottolineare al nuovo Governo.

Questa grande manifestazione unitaria del gioco è stata promossa da un’Associazione che racchiude un gruppo di 250 aziende di gioco sempre in aumento e da parte di decine di altre associazioni: tutte unite a sottolineare la lunga chiusura subita, imposta forse con troppa superficialità, ma sopratutto l’assoluta incertezza sulla ripartenza e la riapertura delle attività entrambe cose che stanno notevolmente destabilizzando tutto il settore ludico e delle scommesse, mettendo a rischio tutto il suo popolo di lavoratori: e si parla di circa 150mila persone. Bisogna dire che negli ultimi giorni si sono levate parecchie voci a favore del gioco, come quella autorevole di ACADI, Associazione Concessionari del Gioco Pubblico, che chiede l’apertura almeno delle attività che si trovano nella cosiddetta “zona gialla” e cosa che potrebbe senz’altro avvenire vista la presenza di protocolli sanitari più che efficaci. Questo potrebbe rappresentare un palliativo, ma eviterebbe la chiusura di altre piccole imprese di gioco che non riescono a supportare le spese aziendali “consuete” che si presentano ogni fine mese.

Non si vuole dimenticare anche l’argomento del gettito fiscale: sembra opportuno che l’opinione pubblica assicura allo Stato tasse erariali per circa 12 miliardi di euro l’anno e risorse che nel 2020 sono diminuite di quasi il 50%. Quel che è peggio è che tutto è andato ad ingigantire gli introiti del gioco illegale: per questo il gioco lecito andrebbe riaperto con estrema urgenza: per salvare le imprese legali e per combattere la criminalità organizzata che gestisce il gioco d’azzardo illegale. Anche AS.TRO, AssoTrattenimento, è intervenuta in questa manifestazione unitaria, sostenendo le medesime considerazioni di ACADI e ribadendo, ad abundantiam, che nessun focolaio di comparsa del virus è stato riscontrato negli esercizi in cui viene svolta l’offerta di gioco, slot machine, e neppure il CTS ha mai menzionato il gioco come portatore di rischio. AS.TRO aggiunge anche un argomento di estrema importanza laddove questa chiusura delle attività ludiche ha comportato un peggioramento nei rapporti tra queste ultime e gli Istituti di Credito.

Istituti ai quali non pareva l’ora di porre ulteriori ostacoli a quei residui rapporti in essere con imprese ludiche, rapporti addirittura a volte chiusi e motivati dalle cosiddette “ragioni etiche” che impedirebbero agli stessi Istituti di intrattenere rapporti con aziende operanti nel gioco d’azzardo. Anzi, anche alcune Regioni, nel deliberare in questo periodo di emergenza provvedimenti per i ristori hanno deliberatamente escluso le imprese di gioco, compresi i siti di poker online, che così o si sostengono da sé… oppure chiudono: e, senz’altro, la seconda ipotesi è quella più gettonata. Quelle poche risorse che il mondo del gioco è riuscito a recuperare dalle istituzioni non sono senz’altro riuscite a coprire le mancate entrate subite: non sono arrivate neppure a coprirle forse per il 10%, il che si può ben immaginare cosa rappresenti per la situazione economica del settore. AS.TRO, di conseguenza, è speranzoso che con il nuovo Esecutivo si possa impostare un rapporto “più di rispetto per il settore” e che vengano abbandonati, una volta per tutte, i pregiudizi che recentemente hanno costellato il confronto tra il gioco pubblico e le istituzioni, che siano centrali o locali.

Ovviamente, non poteva mancare l’adesione alla manifestazione della celeberrima SAPAR, Servizi Apparecchi per Pubbliche Attrazioni Ricreative, che quando si presenta l’occasione di “fare gruppo” non manca mai: il principio per partecipare a questo “insieme” è che la situazione del settore del gioco è insostenibile. Si spera per questo che rimanga Pier Paolo Baretta come interlocutore: sopratutto per una questione “di brevità e di conoscenza del settore” in modo da non ricominciare tutto da capo per sottoporre la criticità degli operatori del gioco pubblico, compreso il bingo online, e per capire se esista davvero nell’Esecutivo neonato la voglia di far riaprire le attività ludiche, risolvendo così una buona parte delle situazioni disastrose delle imprese. Da queste righe, si dovrebbe notare come sono tutte argomentazioni comuni alle varie associazioni di categoria intervenute ed ecco spiegato perché la manifestazione dei giorni scorsi si è presentata così compatta e solidale nel sottoporre le proprie verità all’Esecutivo Epoca-Nuova.

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