

Quando si ritornerà alla normalità ed i cittadini “rientreranno in possesso” delle proprie consuetudini, prima di tutto si riuscirà a tirare un gran respiro di sollievo e, poi, si dovrà inevitabilmente affrontare un mondo nuovo, diverso, visto che in questo periodo di emergenza si è continuato a sottolineare che “nulla sarà come prima”. Ma, invece, si è certi che come prima il gioco pubblico si troverà a battagliare come accaduto negli ultimi tre o quattro anni: continuerà a combattere per le proprie esigenze che, fra l’altro, ha sempre superato con una caparbietà infinita e dovrà fare anche il conto con i nuovi comportamenti dei giocatori e, forse, anche con meno gioco problematico. Infatti, in questo periodo l’astinenza da gioco terrestre, senza dubbio, avrà contribuito a diminuire l’atteggiamento compulsivo nei giocatori più a rischio, ma l’emergenza farà valutare la vita in modo diverso anche in relazione a tale disturbo che, dopo essere stati a stretto contatto con la pandemìa, avrà certamente un valore diverso.
Sicuramente ciò non significa che il gioco problematico, anche quello nei siti di casino, non sarà più un serio problema del quale non ci si debba ancora occupare, anzi: sopratutto perché, come ben si sa, un’eventuale ricaduta da parte dei giocatori potrebbe essere addirittura più impegnativa del problema iniziale. Peraltro, cosa che potrebbe riguardare, purtroppo, un “ritorno od una ricaduta” del contagio: quindi, attenzione a non vanificare i sacrifici che sono stati fatti da tutti sin qui. Quello che, forse, sarà più evidente è un nuovo comportamento nei confronti del gioco da parte dei giocatori ed anche una diversità nelle scelte: non potendo raggiungere il gioco fisico, per la restrizione emergenziale imposta a tutti i punti di gioco terrestre, in modo inevitabile le scelte si stanno orientando verso il gioco online che si sta facendo apprezzare con prodotti nuovi, offerte ed intrattenimenti per tenere compagnia agli “aficionados” del settore ludico.
Questo è un impatto significativo da valutare bene (commercialmente) da parte degli operatori di quel settore, poiché se un giocatore “vira” sull’online, e ne rimane soddisfatto, può essere che “non ritorni indietro” e non si ricongiunga di nuovo al gioco terrestre: sicuramente, quindi, è un momento da sfruttare appieno proprio da quelle società online che erano uscite svantaggiate dal divieto della pubblicità ai giochi. La pandemìa, nella sua realtà, ha messo di fronte il mercato del gioco alla chiusura dall’inizio di marzo sull’intero territorio nazionale di tutte le sale giochi, sale bingo, casinò e agenzie di scommesse. Ciò ha significato la chiusura totale del canale del gioco fisico alla quale si deve aggiungere l’inibizione ad uscire di casa se non per motivi urgenti, ed ancora il divieto dal 21 marzo del commercio nelle tabaccherie, esercizi restati aperti perché ritenuti essenziali, del Lotto, gratta e Vinci ed altri giochi ad estrazione: sempre per la tutela della salute e per non creare in tali punti “gruppetti” di persone che aspettano le varie estrazioni, peraltro molto frequenti.
Al momento, quindi, rimangono ancora in vita il 10eLotto ed il WinForLife ed, ovviamente, rimane disponibile il gioco online praticabile dalle abitazioni. Veramente una radicale stretta ai giocatori: e questo dovrebbe far riflettere almeno per un attimo su come questo inciderà sul giocatore problematico oppure su quello compulsivo al quale è già stata tolta la libertà di uscita dalla propria abitazione ed applicati repentini cambiamenti delle proprie quotidianità. Non è un argomento da sottovalutare: se un giocatore è un giocatore abituale, ma non compulsivo, se ne farà una ragione, ma colui che ha già la compulsività verso il gioco e, quindi “rasenta una sorta di sua dipendenza” avrà senza dubbio qualche problema. Può essere anche che tale situazione lo porti ad uscire forzatamente dalle proprie pulsioni: potrebbe essere una speranza. Quindi, bisognerà poi valutare se alla ripresa delle quotidianità ci si troverà di fronte ad individui ancor più predisposti al gioco, oppure a soggetti che hanno superato, con l’aiuto paradossalmente dell’emergenza, le pulsioni problematiche verso il gioco. Sarà un’esperienza da valutare al rientro nella normalità individuale e là si tireranno le somme.
Non essendo esperti in comportamenti patologici, si può soltanto presupporre che per i giocatori meno gravi e che hanno pulsioni verso il gioco ma riescono a controllarle e non ne sono dipendenti, senz’altro non avere a disposizione il gioco potrebbe determinare la fine della loro compulsività che si risolverebbe appunto “per merito” della clausura domiciliare obbligata dall’emergenza sanitaria. Infatti, vi sono giocatori che magari giocano tanto, ma che si sono stabilizzati e che prenderanno l’astensione dal gioco come uno dei “tanti sacrifici” imposti dal Governo per un periodo eccezionale. Non solo, potrebbero anche acquisire con tale “clausura” un ripensamento nei confronti del “loro gioco” che poteva rischiare di essere problematico. Ma tra questi, sicuramente, ci saranno anche quei soggetti che sono vittima di disturbo da gioco d’azzardo e che, quindi, stanno studiando strategie per sopperire alla carenza del gioco fisico, virando su altri giochi gratis online che possono, però, presentare parecchie incognite, come magari quella di acuire il disturbo e renderlo ancor più compulsivo.
Forse l’incognita maggiore è il “tempo libero” che in questo periodo è tantissimo e che una larga fetta di soggetti non è abituata a gestire né tanto meno a confrontarsi con così tante ore disponibili, magari con i figli, ed anche magari in situazioni abitative ristrette. Ed anche che il gioco online offre un pay-out più allettante e permette a parità di investimento economico di giocare più a lungo e va ad assorbire più tempo e tiene incollate le persone ai propri strumenti tecnologici. Dunque, queste due situazioni messe insieme potrebbero essere una sorta di “miscela esplosiva” e deteriorare anche le relazioni familiari, quelle già in precario equilibrio per il motivo che si è esposto: la poca dimestichezza a gestire il tempo libero in famiglia, con tutte le dinamiche che vi possono essere di convivenza. Si potrebbe pensare che i servizi sociali potrebbero tenere sotto controllo i giocatori già definiti problematici ed affiancarli in qualche modo durante l’emergenza in modo da evitare che la situazione peggiori essendo il gioco online sempre disponibile h/24.