18+Gioco legale e responsabile: solo operatori con concessione ADM Telefono Verde 800 558 822 Aggiornato

Notizie

Riduzioni in arrivo per il contrasto del gioco problematico

Redazione Pubblicato il

Riduzioni in arrivo per il contrasto del gioco problematico
Immagine di repertorio. Foto: Images_of_Money / Poker hand and Chips · CC BY 2.0

Appare inverosimile e, sopratutto, incongruente che vengano continuate le battaglie contro il gioco d’azzardo ed i migliori siti di casino, facendo percepire all’opinione pubblica quanto possa essere pericoloso, deleterio, criminale ed immorale e diffidando i cittadini italici ad avvicinarsi a questo intrattenimento poiché può portare a derive devastanti. Però nella (famigerata) Manovra 2020 si può constatare che gli interventi economici, da parte dello Stato, per contrastare tutto questo e per assistere le persone che, purtroppo, ne vengono coinvolte nonostante i continui avvertimenti, sono stati ridotti ed anche non di poco. Nello stesso momento, gli aumenti sulla tassazione del mondo dei giochi, previsti sempre nella medesima Manovra e come ormai è di dominio pubblico, si fanno sempre più pesanti ed indiscriminati, mettendo il settore ludico in estrema difficoltà e le sue imprese a rischio di chiusura. Ciò che sembra recepirsi da questo tipo di atteggiamento politico è che da un lato il gioco pubblico “è il demonio”, mentre dall’altro “lasciamo perdere di aiutare chi ne è coinvolto”.

In effetti, questa ultima frase può sembrare troppo estremista poiché un intervento per contrastare il gioco problematico c’è nella Manovra: solo che si è deciso di diminuirlo in modo abbastanza sensibile. Forse, ora, il nuovo Esecutivo fa un passo indietro ritenendo che il gioco d’azzardo non è più così terribile e deleterio come qualsiasi altra dipendenza? Oppure, invece bisogna fare cassa ed al posto di intervenire con un “pesante taglio agli sprechi della politica” si specula anche sulla salute dei cittadini coinvolti, indubbiamente loro malgrado, dal gioco problematico, deriva che non si può e si deve sottovalutare perché, purtroppo, esiste? Che il Governo centrale si decida da che parte stare, perché anche questo denota incertezza. Ritiene il gioco d’azzardo è la “bestia nera” del nostro tempo contro la quale si è sempre scagliato, e senza alcuna remora, intervenendo perennemente ed “a gamba tesa” nei confronti del settore ludico e delle sue imprese. In questi giorni, però, si è anche compreso che di fronte “al fare cassa” non si guarda inopinatamente in faccia a nessuno e si fanno scivoloni su scivoloni ed appare che non si valutino a fondo le varie conseguenze che si possono verificare: e non si parla soltanto del gioco pubblico in questo momento.

Si parla della tassa sulla plastica, per esempio, che sta sollecitando l’attenzione di tutte le imprese del settore che sono “sul piede di guerra”. Sicuramente, queste ultime non ci stanno a subire un intervento politico del genere che metterebbe a rischio anche questo settore: sembra quasi che l’Esecutivo “remi” contro le industrie, anziché sostenerle, in un momento in cui il nostro Paese avrebbe bisogno, indubbiamente, di tutte le forze e, sicuramente, non ha bisogno di sommare problematiche ad altre che già esistono. Nel toccare l’industria, di qualsiasi settore si tratti, ci si va ad infilare diritti diritti nella tematica della disoccupazione che coinvolge il nostro Paese da lungo tempo e che non si riesce in ogni caso ad affrontare seriamente e risolvere. Ora, ritornando alla destinazione delle risorse per gestire il gioco problematico si vogliono fare soltanto un paio di cifre per dimostrare il “calo” di questi interventi che non rispecchiano, quindi, la paura che si vuole inculcare nell’opinione pubblica nei confronti del mondo del gioco e delle scommesse sportive: quindi, i fondi per il contrasto al gioco problematico scendono a 49 milioni per l’anno 2022 ed a 44 milioni di euro per i due anni successivi, 2021 e 2022.

Questi dati, naturalmente, sono stati estrapolati dallo Stato di Previsione che accompagna la legge di bilancio e che riguarda i giochi che sono sempre al centro dell’attenzione. Non si vogliono dare le altre cifre come entrate tributarie extra da parte del gioco perché chi ancora ci legge sa che “non ci piace” farlo: ma si può dire che per quel che riguarda il settore ludico sono entrate ingenti. Sono, in particolare, attribuibili all’incremento del Prelievo Erariale Unico sulle solite apparecchiature da intrattenimento, che fanno parte di quel segmento del gioco “preferito” dalla nostra politica (di qualsiasi colore si tratti) per accanirsi con gli ormai aumenti di rito, e che si ripetono a volte anche più volte l’anno, purtroppo. Il gioco, poi, prevede anche altre entrate, extra-tributarie, che riguarderanno la procedura di gara per l’affidamento delle concessioni in materia di apparecchi da intrattenimento e di gioco a distanza, con la previsione di un versamento una tantum corrispondente alla base d’asta: per il 2021 e 2022 ci si aspetta un introito a 909 milioni per ciascun anno. Ovviamente, ammesso che si potranno fare le gare e se si farà il riordino nazionale dei giochi senza il quale, probabilmente, le stesse gare non potranno avvenire: ma anche qui, inevitabilmente, siamo nel campo delle ipotesi, purtroppo come sempre accade per ciò che riguarda il gioco pubblico.

Come detto, quindi, è tutto aleatorio quello che circonda il delicato mondo dei giochi e, sinceramente, non ci si aspettava che venissero diminuiti gli interventi economici per il contrasto del gioco problematico, diretta conseguenza dell’abuso del gioco d’azzardo, ed obbiettivo finale di tutte le norme che oggi percorrono da nord a sud il nostro Stivale e che stanno mettendo in grave disagio tutta la filiera del gioco, nessun segmento escluso. Si poteva pensare, di conseguenza, che nella Manovra venissero aumentate le risorse per intervenire nel contrasto di questa deriva, invece è accaduto l’esatto contrario, a meno che si cambi ancora qualcosa in questa fantasmagorica Manovra 2020 che sta dando del filo da torcere all’Esecutivo, ma anche a chi la segue dall’esterno. Manovra, però, che consegna all’opinione pubblica quella sensazione di estrema incertezza in cui “vagola” il nostro Esecutivo che non riesce a sostenere una scelta politica relativa alle tasse per un paio di giorni consecutivi: ciò è abbastanza grave perché denota quanta poca comunione di intenti viva e vegeti nei due schieramenti che governano il nostro Paese e che non sono indubbiamente uniti nelle loro decisioni: da qui tutte quelle frizioni che arrivano alla cittadinanza e che non fanno percepire quel senso di sicurezza che il popolo italico ricerca e che il Governo dovrebbe assolutamente trasmettere.

Articoli correlati