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Slot Machine: Chiusura totale sul territorio italiano

Redazione Pubblicato il

Slot Machine: Chiusura totale sul territorio italiano
Immagine di repertorio. Foto: Jeff Kubina / Slot machine · CC BY-SA 2.0

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Tanti pensieri affollano le menti sia dei cittadini che delle imprese durante questa emergenza sanitaria che dà oggi, forse, qualche sentore di “risoluzione”: ma altrettanti pensieri accoglieranno la intera popolazione al ritorno della normalità, sopratutto perché metterà tutti di fronte a come affrontare un “mondo che non sarà più uguale a prima”. Infatti, sarà diverso proprio nelle sue consuete abitudini quotidiane e metterà anche di fronte a svariati inconvenienti con i quali le imprese si dovranno confrontare con tante problematiche economiche da superare. E sarà un “domani” che sottoporrà agli imprenditori tanti punti di domanda ai quali si dovrà rispondere anche se ciò comporterà degli iter difficoltosi, seguiti da responsabilità che si “rimpalleranno” l’un l’altro e che, in modo inevitabile, porteranno con sé notevoli esborsi e pure altre rocambolesche problematiche da superare. Quindi, la ripresa per tutti non sarà così dolce, anche se agognata nella sostanza, e graverà chi più e chi meno di responsabilità ed investimenti che, al momento, sono senza dubbio difficili da quantificare, ma che si dovranno inevitabilmente affrontare.

Il gioco pubblico ed i siti migliori di casino, ed in particolare, chi gestisce le apparecchiature da intrattenimento chiuse ormai da tempo, in effetti, si dovrà confrontare alla ripresa con il ri-collegamento degli apparecchi e con la loro perfetta funzionalità pratica da sottoporre agli utenti. Se è vero, come è senz’altro vero, che il gioco pubblico ha sempre dimostrato di affrontare da solo qualsiasi crisi che abbia coinvolto il suo settore, si dovrà verificare se anche questa volta ce la farà da solo senza alcun intervento del Governo e l’adozione di politiche efficaci. Questa volta, però, sarà più difficile del solito e dovrà per forza prevalere su tutto la concretezza, senza speculazioni politiche di alcun tipo, sopratutto con un occhio di riguardo all’occupazione che deve essere protetta il più possibile, anche quella del settore ludico, già provato nei primi due mesi di quest’anno. Anno 2020, tra l’altro, bisestile che come la storia insegna, e senza essere affatto superstiziosi, è spesso portatore di negatività.

Si spera, comunque, che dopo questa esperienza pandemica si metteranno finalmente da parte le suggestioni e le “false” ideologie politiche che, purtroppo, hanno dominato e condotto a scelte proibizionistiche intraprese nei confronti del gioco e che hanno portato, come già detto, la filiera al disastro ed alla crisi ancor prima dell’emergenza. In queste righe, si vuole affrontare un argomento che terrà banco nel mondo del gioco alla ripresa dell’economia la cui vista e sviluppo, oggi, fa “tremare un po’ i polsi a chiunque” Governo compreso che, forse, non ha ancora le idee perfettamente chiare su come affrontarla. Quindi, come sempre, tutto il gioco pubblico ha obbedito alle disposizioni istituzionali, chiudendo qualsiasi attività di gioco su tutto il territorio nazionale: special modo, però, si vuole parlare delle apparecchiature da intrattenimento. Le stesse sono ospitate un po’ ovunque presso svariati esercizi, e sono al momento scollegate da più di un mese ed essendo apparecchi tecnologici potrebbero aver subito dei guasti “nel fermo” ed avranno bisogno, senza ombra di dubbio, di revisioni e controlli prima di essere messi ancora a completa disposizione dei giocatori.

E chi pagherà tutto questo ed a chi sarà da attribuire la responsabilità di un eventuale errato o mancato funzionamento di tali apparecchi? Chi pagherà la manutenzione ed il nuovo ripristino “in gioco”? Non appaiono dubbi o supposizioni campate per aria, poiché si sa che le slot machine sono particolarmente sensibili e la chiusura ed il mancato utilizzo per così lungo tempo può averle effettivamente deteriorate. Ecco, quindi, perché si vuole parlare di come si è espressa in questa occasione As.Tro e, sopratutto, cosa suggerisce di fare ai propri iscritti. Tale parere nasce, innanzi tutto, dal fatto che tanti soci segnalano la necessità di provvedere ad una momentanea accensione degli apparecchi di gioco al fine di evitare la mancata autoricarica della batteria, temendo che questo possa appunto danneggiarli, considerando che sono attrezzature particolarmente delicate e sensibili: ma tale manovra appare poco realizzabile alla luce delle restrizioni normative, special modo di quelle inserite nel decreto del 22 marzo 2020.

Infatti, questo intervento sugli apparecchi sembrerebbe non rientrare tra le manovre consentite, poiché si riferirebbe ad attività non ritenute essenziali, almeno ad un primo esame della questione, cosa che sta creando negli operatori tanta incertezza e parecchi dubbi su ciò che accadrà alla ripresa. Quindi, As.Tro per evitare conseguenze gravi che potrebbero subentrare per il mancato intervento di manutenzione che potrebbe danneggiare molto gli apparecchi, si pone di fronte a questo problema che, secondo il suo parere, riveste i panni di “ineludibile necessità”. E per risolvere tale problematica As.Tro ha elaborato una propria linea interpretativa delle norme che consentirebbe agli operatori di procedere alle manovre di manutenzione. In effetti, nel decreto del 22 marzo 2020, si ammette la possibilità di poter intervenire sugli impianti a ciclo continuo con la manutenzione per evitare il danneggiamento degli stessi impianti ed un conseguente notevole danno economico che potrebbe discendere dallo spegnimento forzato e molto prolungato.

Secondo As.Tro, per analogia e puntando proprio sui danni che potrebbero discendere dall’applicazione del lungo periodo di spegnimento forzato (conservazione dell’integrità delle macchine) ritiene si possano applicare tali interventi anche alle apparecchiature del gioco pubblico. Forse, è un’applicabilità “tirata un poco per le orecchie”, ma che potrebbe anche essere valutata positivamente dal Governo: in caso contrario, quest’ultimo potrebbe essere chiamato a rispondere a svariate richieste di danni da parte dei gestori di tali apparecchi da intrattenimento che si troverebbero nella deprecata condizione di non poter usare le loro apparecchiature, riportando così un mancato guadagno notevole ed un ripristino delle stesse indubbiamente costoso ed alquanto complicato nella realizzazione a danno avvenuto. Per chiarire definitivamente il proprio pensiero, per farlo mettere in pratica in modo corretto e per evitare qualsiasi interpretazione errata, As.Tro ha predisposto un vademecum con tutte le indicazioni del caso per i propri assistiti.

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